L’idea di questa ricerca è nata all’inizio del 1999, quando l’approssimarsi della scadenza del 4 maggio, fine prevista per il periodo transitorio dal Documento di intenti firmato a Washington il 13 settembre 1993 e il contemporaneo stallo dei negoziati israelo-palestinese hanno portato alla ribalta la possibilità di proclamazione unilaterale palestinese di uno stato indipendente sui territori occupati dall’esercito israeliano nel giugno 1967.
Fattori interni palestinesi, ma soprattutto i rapporti di forza israelo-palestinese e le posizioni della comunità internazionale, in particolare degli Usa, le conseguenti pressioni esercitate sull’Autorità palestinese hanno portato al rinvio di questa decisione, riconducendola nell’alveo dei negoziati per lo stato permanente, rilanciati il 13 settembre 1999 dal governo laburista di Yahud Barak, vincitore delle elezioni israeliane del maggio 1999.
Nonostante i ritardi e i rinvii, la traiettoria del movimento nazionale palestinese sembra oggi comunque intravedere un punto di arrivo, almeno per quanto riguarda uno dei suoi fondamentali obiettivi storici: la costituzione di uno stato in cui si materializzi l’identità palestinese in quanto specifica e distinta identità nazionale. Sugli attributi di questo stato, fino a che punto cioè esso possa essere realmente indipendente e sovrano, sulla sua praticabilità e sulla sua estensione territoriale, innumerevoli sono i dubbi e le perplessità . La sua ineluttabilità sembra comunque ormai fatto indiscutibile, non solo per la comunità internazionale, ma, elemento determinante, per più di due terzi dell’opinione pubblica israeliana.
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