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Il volume è diviso in diverse partizioni, come concordato tra il Centro e gli autori: introduzione, aspetti socio-economici, aspetti religiosi, aspetti municipali, aspetti di sovranità. Le appendici raccolgono i differenti contributi presentati nel seminario di Milano. Tra essi, citiamo quello del rappresentante della Santa Sede (Mons. Giovanni D’Aniello), del Rabbino Capo Eliyahu Baski Doron, di Bernard Sabella, del Ministro Daniele Verga. Una speciale sezione curata dal Dr. Paolo Pieraccini, rappresentante della sede del CIPMO di Firenze, ha raccolto gli estratti di tutti i documenti ufficiali che affrontano la dimensione religiosa di Gerusalemme dal 1996 al 2000, ivi compresi gli accordi e le risoluzioni delle Nazioni Unite di carattere generale sulla Palestina. Questa sezione permette di avere un quadro complessivo della materia, con il riferimento ai testi ufficiali e rappresenta pertanto un prezioso strumento di comprensione di quanto viene spesso riferito dai ricercatori nel corso dei singoli lavori.

L’introduzione al volume comprende tre saggi. Il primo è stato scritto dal Direttore del Centro, Dr. Janiki Cingoli. La struttura di questa relazione è stata anche riportata da un articolo che lo stesso Direttore ha scritto per la rivista monografica LIMES nel primo numero del 2001 sulla questione israelo-palestinese (Israele-Palestina: la terra stretta). In particolare, grazie a questo contributo in cui viene citato l’intero progetto, la rivista ha potuto inserire, nella sezione intitolata "Gerusalemme, la fine di un tabù", la proposta realizzata sul tema dal CIPMO.

Concludono la sezione introduttiva una relazione dei rappresentanti dei due Think Tank, Manuel Hassassian per l’Arab Study Society e Ron Pundak per l’ECF (Economic Cooperation Foundation).

Michael Roma e Salim Tamari hanno contribuito con i loro scritti alla sezione riguardante gli aspetti socio-economici.

Il primo ha approfondito la relazioni tra arabi ed ebrei nella città di Gerusalemme, esplorando sia il passaggio dal conflitto alla coesistenza sia la rilevanza economica nell’ottica della "condivisione" della città.

Il secondo ha invece analizzato la geografia sacra della città, partendo dalla medesima ottica ed enucleando in particolare l’interessante concetto di controllo condiviso.

Gli aspetti religiosi sono stati arricchiti da quattro diverse analisi.

La prospettiva palestinese, e soprattutto il ruolo religioso della città nella totalità del conflitto, è stato analizzato da Nazmi Al Jubeh.

Silvio Ferrari, docente di Diritto Canonico ed Ecclesiastico dell’Università Statale di Milano, si è occupato della possibilità di concedere a Gerusalemme uno speciale status religioso, una volta raggiunta la pace.

Eylon Javez e Yale Banaji hanno esplorato il concetto simbolico e il capitale umano del "monte della pace" occupandosi del significato (e della sua possibile trasformazione in un futuro accordo di pace) del Monte del Tempio-Harem-ash-Sharif.

Una proposta analitica di amministrazione dei luoghi santi e dei principali siti di interesse storico presenti nella città è stata invece discussa da Aharon Kleiman.

Gli aspetti municipali sono stati arricchiti da due analisi.

La prima, di Denis Goldman, ha illustrato la possibile condivisione del potere amministrativo tra Jerusalem ed Al-Quds, identificando con la prima il potere israeliano e con la seconda l’equivalente e futura entità palestinese.

La seconda analisi, di Riad Malki, si è focalizzata sul management della città in termini duraturi, dopo il raggiungimento dell’accordo di pace. A questo proposito, il saggio contiene un’interessante e utile comparazione tra gerarchie di management presenti in simili casi di città "divise" nel resto del mondo (Berlino, Beirut, Monstar, Nicosia, etc.) e delle possibili applicazioni di queste sia nel caso del superamento della divisione che del suo permanere. Una tabella delle caratteristiche dei casi presentati fornisce un’analisi singolare degli esiti che potrebbero essere applicati, fatte le dovute analogie, al caso di Gerusalemme.

La questione della sovranità è stata arricchita da tre analisi. Questa parte del volume rappresenta uno degli aspetti più interessanti, in quanto è un’analisi politologica applicata di grande spessore.

Il contributo di Manuel Hassassian verte su futuri modelli e scenari di sovranità di possibile applicazione. Oltre ad indicare, in sezioni separate, quali – e tra essi, quali da preferire secondo il giudizio dell’autore – sono i modelli di sovranità che possono vedere la luce nel caso di un accordo sullo status di Gerusalemme, quest’analisi fornisce con incredibile ricchezza di prospettiva una per una tutte le criticità (sia israeliane sia palestinesi) in materia di libertà religiosa, autorità sui luoghi santi, libertà di movimento e soprattutto concetto di proprietà e definizione di "proprietario" nella città di Gerusalemme complessivamente considerata.

Il contributo di Ruth Lepidoth analizza non meno diffusamente altri due importanti aspetti del problema: il concetto di cittadinanza e il concetto di residenza, con una diffusa analisi dello stato dell’arte in materia per quanto riguarda la città di Gerusalemme, confrontando le leggi di cittadinanza dello Stato di Israele e il concetto di cittadinanza palestinese, sulla base della temporanea applicazione che doveva trovare l’accordo di Oslo (nascita dell’Autorità Nazionale Palestinese in vista della nascita dello stato palestinese e quindi del suo autonomo potere legislativo in questa come in altre materie fondamentali). Sono diffusamente analizzati tutti gli altri strumenti emanati dal legislatore internazionale.

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