Il CIPMO ha sospeso l’attività relative alla cooperazione allo sviluppo in quanto vista la forte crescita del Centro ha deciso di concentrare le energie sulle attività più affini alla sua natura e alle sue possibilità, evitando una dispersione di interventi che non consentirebbero di assicurare il necessario standard qualitativo.
Esperienze precedenti:
Il Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente ha avviato, a partire dal ‘95, una azione concreta a favore della popolazione palestinese, nelle difficili condizioni dell’avvio della Autonomia palestinese e della creazione della Autorità Nazionale Palestinese. Questa azione si è svolta in partnership con alcune organizzazioni non governative palestinesi (ONG).
A livello italiano, il Centro ha concluso nel novembre del 1996 un accordo con l’Organizzazione non governativa Cooperazione e Sviluppo di Bergamo (CESVI) per la creazione di una Unità progetti Palestina che permette una sinergia di forze per garantire una migliore gestione e una più puntuale realizzazione di questi progetti.
Questa la situazione dei progetti di cooperazione:
• Progetto CIPMO Regione Lombardia: Miglioramento delle condizioni igienico sanitarie e di Water Education della popolazione palestinese del Campo Profughi di Nahr El Bared (Libano).
Si è recuperato un vecchio progetto sui Diritti Umani in Libano, che era stato finanziato nel 2002 da Regione Lombardia e che poi non era stato possibile realizzare per un cambiamento avutosi nei partner. Lo si è trasformato in un progetto di Miglioramento delle condizioni igienico sanitarie e di Water Education della popolazione palestinese del Campo Profughi di Nahr El Bared (Libano).
Si è trattato di un progetto con un budget totale di 74.650 Euro, per cui nel budget 2002 era stata messa in uscita la somma di circa 52.000 Euro, pari all’acconto ricevuto da Regione Lombardia, che si pensava allora di dover restituire.
Al contrario, come si è detto si è potuto trasformare il progetto e recuperare l’intero finanziamento, che è stato debitamente rendicontato senza problemi, una volta completato il nuovo progetto.
Durata: da luglio 2004 a novembre 2004
Finanziatore: Regione Lombardia – Cooperazione Decentrata
Settore d’intervento: sanitario
Budget totale: 74.650 Euro
Partner locale: (solo per soggetti lombardi): Palestinian Engineering Association (PEA) e Palestinian Medical Association (PMA).
Scopo del progetto: migliorare l’accesso all’acqua potabile della popolazione palestinese di Nahr El Bared (Libano), attraverso lo scavo di un nuovo pozzo, collegato all’acquedotto già esistente. Questo ha permesso di migliorare le generali condizioni igienico sanitarie del campo. Il progetto, inoltre, si è proposto la riqualificazione dell’attrezzatura medica del campo, in modo da prevenire malformazioni dei nascituri e migliorare la prevenzione sanitaria.
CIPMO è stato inoltre partner dei seguenti progetti CESVI:
- Potenziamento del Centro Giovanile di Beit Leed
Durata: 1 anno (iniziato nell’Ottobre 2004)
Finanziatore: Cooperazione Italiana – Ministero degli Affari Esteri
Settore d’intervento: Psico-sociale
Budget totale: 319.000 Euro
Partner locale: PYU Palestinian Youth Union
Scopo del progetto: contribuire a riabilitare il funzionamento della società palestinese e la fiducia nel futuro. In particolare l’intervento si prefigge di sostenere la comunità di Beit Leed, attraverso:
-il potenziamento della struttura del Centro Giovani;
-la creazione di occasioni di socializzazione attraverso attività sportive e artistiche, indirizzate soprattutto ai giovani, la creazione di nuove occasioni di impiego, il miglioramento delle condizioni ambientali.
- Realizzazione di un centro di consulenza per l’infanzia a Tulkarem
Durata: 2 anni (iniziato nel Dicembre 2004)
Finanziatore: Unione Europea
Settore d’intervento: Psico-sociale
Budget totale: 132.600 Euro
Partner locale: PYU Palestinian Youth Union
Scopo del progetto: miglioramento della professionalità dei servizi di consulenza psico-sociale offerti nel distretto per i bambini, in particolare per quelli colpiti negativamente dagli effetti dell’Intifada, attraverso la creazione di un centro apposito.
Nel centro lavorano due psicologi e due assistenti sociali, specializzati nel fornire consulenza ai bambini e alle famiglie, sia all’interno della struttura che attraverso visite nelle case e vengono organizzate attività per la comunità negli asili e nelle scuole, o eventi in collaborazione con le altre organizzazioni e le istituzioni che si occupano di bambini.
Progetti di emergenza
- Sostegno ai lavoratori disoccupati attraverso attività comunitarie nel Governatorato di Tulkarem, fase 2
Durata: 8 mesi (concluso nel Gennaio 2005)
Finanziatore: European Commission Humanitarian Office (ECHO)
Settore di intervento: Socio-produttivo
Budget totale: 500.000 Euro
Scopo del progetto: fornire sostegno a lavoratori disoccupati in sette villaggi del Governatorato di Tulkarem, fornendo loro un impiego temporaneo pagato a giornata. I beneficiari del progetto sono stati impiegati nella costruzione di opere infrastrutturali su piccola scala (marciapiedi, muri di contenimento e di cinta, muretti agricoli a secco). Il progetto si è sviluppato in coordinamento con le municipalità dei villaggi selezionati, alle quali è stata affidata la scelta delle opere da realizzare. Il personale CESVI, internazionale e locale, era invece responsabile della individuazione e la selezione dei beneficiari, dell'organizzazione dei lavori, del supporto tecnico attraverso ingegneri locali, della supervisione.
I beneficiari diretti del progetto sono risultati in totale 726, con un totale di 21.400 giornate lavorative pagate.
- Sostegno ai lavoratori disoccupati attraverso attività comunitarie nel Governatorato di Tulkarem, fase 3.
Durata: 8 mesi (data inizio indicativa maggio 2005)
Finanziatore: European Commission Humanitarian Office (ECHO)
Settore di intervento: Socio-produttivo
Budget totale: 700.000 Euro
Scopo del progetto: fornire sostegno a lavoratori disoccupati nel Governatorato di Tulkarem, fornendo loro un impiego temporaneo pagato a giornata. I beneficiari del progetto verranno impiegati nella costruzione di opere infrastrutturali su piccola scala (marciapiedi, muri di contenimento e di cinta, muretti agricoli a secco). Il progetto si svilupperà in coordinamento con le municipalità dei villaggi selezionati, alle quali sarà affidata la scelta delle opere da realizzare. Il personale CESVI, internazionale e locale, sarà invece responsabile della individuazione e la selezione dei beneficiari, dell'organizzazione dei lavori, del supporto tecnico attraverso ingegneri locali, della supervisione.
Il progetto prevede circa 1.000 beneficiari diretti.
Promozione dell’organizzazione, della salute e della partecipazione delle donne palestinesi
Durata: 3 anni
Finanziatore: Cooperazione Italiana – Ministero degli Affari Esteri
Settore d’intervento: Socio-sanitario
Budget totale: 1.564.000 Euro
Partners locali: PMRS – Palestinian Medical Relief Society (ONG Capofila)
PWWS – Palestinian Working Women Society PYU Palestinian Youth Union
Altre entità locali coinvolte: A livello di distretto e sub-distretto associazioni locali ed Istituzioni governative (municipalità e consigli di villaggio)
Scopo del progetto: intervenire in due ambiti particolarmente sensibili nella società palestinese: quello della salute della donna nell’intero ciclo riproduttivo della vita e quello della partecipazione effettiva delle donne con lo scopo finale di attivare politiche di empowerment a livello locale. Il progetto interverrà nei distretti di Tulkarem e Qalqilya (si prevede di fornire personale medico specializzato a cliniche già operanti) ed in particolare nei villaggi che rimarranno isolati al finalizzare la costruzione del muro di separazione e nei due campi profughi di Tulkarem (Tulkarem e Nur Sh’amis).
Progetto marmo in Palestina
La Regione Lombardia, ha approvato l’assegnazione di un contributo in conto capitale per un cofinanziamento ad un progetto di cooperazione decentrata allo sviluppo per l’anno 2005.
Il progetto, “Peace Through Economic Growth” va ad integrarsi in uno più articolato e complesso, e ha l'obiettivo di promuovere uno sviluppo endogeno nel distretto di hebron, della calzatura e del mermo, attraverso sia la valorizazione delle risorse umane che dell'approccio integrato, secondo modelli tipici della realtà italiana e lombarda.