Si conclude oggi la visita del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in Egitto su invito di Hosny Mubarak. Nell'agenda diplomatica di Napolitano spiccano i colloqui al Cairo con il Presidente egiziano (26 ottobre) e con il Segretario Generale della Lega Araba, Amre Moussa (27 ottobre).
La visita in Egitto del Presidente Napolitano è cominciata in realtà il 24 ottobre ad Alessandria dove, tra l'altro, ha visita la biblioteca Alessandrina e ha inaugurato la mostra fotografica "Architetti e ingegneri italiani in Egitto dal Diciannovesimo al Ventunesimo secolo". Il 25 ottobre, il Capo dello Stato ha invece partecipato ad El Alamein alla cerimonia internazionale rievocativa del 66° anniversario della battaglia.
Al centro del fitto programma di incontri del Presidente, sono state di certo le più importanti questioni delle relazioni bilaterali e dell'agenda internazionale, come il rilancio del processo di pace in Medio Oriente e il dialogo inter-palestinese. L'Egitto ha dato e sta dando "un contributo prezioso" per arrivare alla pace in Medio Oriente, ha dichiarato Napolitano che, al termine dell'incontro con Mubarak, ha ribadito il ruolo strategico dell'Egitto nello scacchiere mediorientale. Una situazione rispetto alla quale, ha sottolineato il Presidente della Repubblica, "l'Ue può e deve fare di più".
"Ho conosciuto il presidente Mubarak 15 anni fa e ho capito che il suo
ruolo è anche un ruolo di pazienza - ha detto Napolitano nella
conferenza stampa successiva ai colloqui -. Occorrono molta pazienza e
tenacia per una prospettiva che è ancora abbastanza difficile, occorre
pazienza nel raggiungimento degli obiettivi di pace". In particolare
Napolitano ha citato alcuni passi che le due parti dovranno fare per
imprimere un rilancio al processo di pace e tra questi c'è senza dubbio
la liberazione dei prigionieri. Il capo dello Stato ha posto l'accento
sulla necessità "di una nuova intesa per liberare i detenuti
palestinesi e il caporale Shalit".
Per quanto riguarda l'Italia, ha aggiunto Napolitano, "la stabilità e la pace in Medio Oriente sono un obiettivo supremo della politica estera, un obiettivo condiviso da tutta la popolazione e da tutti i governi, perchè senza la sicurezza di Israele e senza una convivenza pacifica con lo Stato palestinese non ci sono pace e sviluppo per l'intera area".
Per approfondimenti:
Articolo a firma del Presidente Napolitano sul quotidiano egiziano Al Ahram