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23-09-2008
Israele, il Likud dice no ad un governo di unità nazionale
Il partito di destra Likud ha respinto l'offerta di entrare in un governo israeliano di unità nazionale, presentata dal ministro degli Esteri Tzipi livni, leader del Kadima. Un comunicato diffuso dal Likud ribadisce la volontà del partito di andare alle elezioni "per permettere ai cittadini israeliani di decidere chi deve guidarli e in che modo". Una fonte vicina al leader del Likud, l'ex primo ministro Benyamin Netanyau, ha commentato sprezzantemente l'offerta, definendola "patetica". "L'appello della Livni ad entrare in un governo di emergenza è un tentativo disperato di dipingere Netanyahu come qualcuno che bada solo ai propri interessi", ha aggiunto la fonte, citata sul sito Ynetnews. Il presidente israeliano Shimon Peres ha formalmente incaricato ieri sera la Livni di formare un nuovo governo, dopo che domenica si è dimesso il primo ministro Ehud Olmert. Il ministro degli Esteri e' diventata la settimana scorsa leader del partito di maggioranza Kadima, succedendo a Olmert.

Intanto ieri a Gerusalemme un attentatore arabo ha lanciato la sua auto, una Bmw nera, sui passanti in una strada molto affollata della città vecchia. I feriti, in totale, sono 13, di cui due  in gravi condizioni.Secondo il comandante della polizia di Gerusalemme, Ilan Franco, l'uomo alla guida è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dai soldati che si trovavano in mezzo alla folla. Franco ha aggiunto che l'attentatore era un palestinese residente di Gerusalemme est, che apparentemente ha agito da solo. Per la tv israeliana, l'auto era intestata a un residente di Jabel Mukaber, un villaggio arabo all'interno dei confini cittadini di Gerusalemme. Ambulanze e squadre di polizia si sono precipitate sul posto e i servizi di sicurezza hanno trasportato i feriti negli ospedali di Gerusalemme.

Si tratta del terzo attentato negli ultimi mesi a Gerusalemme in cui passanti ebrei vengono investiti intenzionalmente. Anche nei casi precedenti l'attentatore è stato ucciso sul posto. Nei due casi passati la polizia è giunta alla conclusione che gli attentatori abbiano agito in maniera "spontanea".