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22-09-2008
Israele, Olmert lascia la guida del governo
Trentatré mesi dopo aver raccolto lo scettro di Ariel Sharon alla guida di Israele si è conclusa la parabola politica di Ehud Olmert. Travolto da una serie di scandali e dalla disastrosa guerra dell'estate del 2006 contro Hezbollah nel Libano meridionale, Olmert si è dimesso ieri. Da parte l'ex premier, che resta in carica per l'ordinaria amministrazione, ha sempre respinto le accuse di frode. Tra le tante quelle su alcuni viaggi compiuti come sindaco di Gerusalemme e poi come ministro del Commercio e dell'Industria, di cui si fece rimborsare le spese da diversi soggetti e organizzazioni ebraiche, compreso lo Stato di Israele. Ancora in piedi anche le indagini sui presunti fondi illeciti per 150mila dollari ricevuti dal finanziere americano Morris Talansky. Olmert, ex sindaco di Gerusalemme per quasi un decennio, entrò nel governo di unità nazionale nel 2003. Diventato il più stretto alleato di Sharon all'interno del Likud nella battaglia condotta dal premier per il ritiro dalla Striscia di Gaza lo ha subito seguito in Kadima, partito di centro nato nel novembre del 2005. Non presentatosi alle primarie di Kadima, vinte mercoledì dalla rivale, il ministro degli Esteri Tzipi Livni, che salvo sorprese potrebbe succedergli alla guida del governo.

"Ho deciso di porre fine alle mie funzioni come primo ministro del governo d'Israele. Non è stata una decisione facile, ma credo di comportarmi in maniera corretta, nel rispetto delle regole del buon governo, esattamente come promesso al popolo d'Israele", ha dichiarato Olmert che ha augurato alla Livni di riuscire a "formare un governo nazionale, con la composizione che lei desidera e il più presto possibile". "Per quanto mi riguarda - ha aggiunto - io la aiuterò con tutta la mia forza".

Intanto Peres ha già avviato le consultazioni. Il presidente israeliano intende affidare l'incarico, con ogni probabilità alla Livni, già oggi prima di partire per New York per partecipare all'Assemblea generale dell'Onu. Stasera incontrerà i leader dei quattro partiti principali, Kadima (la stessa Livni), i laburisti guidati da Ehud Barak, il Likud di Benyamin Netanyahu, e la destra religiosa dello Shas. Domani concluderà le consultazioni con le rimanenti 9 formazioni rappresentate alla Knesset. La strada della Livni è comunque in salita. Barak , principale alleato di Kadima, non l'apprezza. Sabato ha anche incontrato l'ex rivale Netanyahu per discutere della situazione politica e non e' escluso che preferisca la strada di elezioni anticipate. La Livni una volta ricevuto l'incarico di formare un nuovo governo ha 42 giorni di tempo. In caso di Fallimento Peres può affidare l'incarico a un secondo parlamentare o sciogliere la Knesset e indire elezioni anticipate entro 90 giorni.