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1989 - 2009 Venti anni di CIPMO

Messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Sono lieto di rivolgere, in occasione del ventesimo anniversario del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente, il mio più vivo apprezzamento per l’attività svolta, unitamente al mio sentito augurio di proficua prosecuzione dei lavori.
Ricordo ancora la conferenza internazionale del novembre 1989, che segnò l’atto di nascita del Vostro Centro e di cui io ebbi il piacere di concludere i lavori. Si sentiva che si stavano aprendo spiragli di dialogo e che si poteva sperare nella pace, per quanto arduo fosse il cammino. Negli anni successivi, quando le trattative ufficiali erano già state avviate, e nonostante le difficoltà che esse incontravano, il CIPMO ha continuato a operare per mantenere aperti i canali di comunicazione tra israeliani e palestinesi, illustrando le ragioni degli uni e degli altri, contribuendo alla riflessione sulle possibili soluzioni pacifiche del conflitto, e svolgendo un prezioso ruolo d’informazione anche nei confronti dell’opinione pubblica italiana.
Auspico che, a tanti anni dall’avvio del processo di Oslo e grazie al rinnovato impegno del Presidente Obama, sia possibile aprire la strada verso una pace equa e duratura, col sostegno dell’intera comunità internazionale e in particolare dell’Unione Europea, sollecitata anch’essa a svolgere un ruolo di primo piano in Medio Oriente. Molti sono ancora gli ostacoli sulla via della pace. Ma forti sono la volontà e la disponibilità dell’Italia - in linea con la sua storica amicizia con tutti i popoli della regione- a contribuire a superarli.
Con questi sentimenti, esprimo il mo caloroso incoraggiamento al CIPMO a continuare nell’impegno volto a promuovere le ragioni della convivenza e della collaborazione tra due popoli che hanno egualmente diritto alla pace, alla stabilità, alla sicurezza e al progresso civile ed economico. 

Un contributo della Senatrice a vita e Premio Nobel Rita Levi Montalcini, presidente onorario del CIPMO

E’ estremamente urgente un immediato intervento per arginare le drammatiche conseguenze dei sanguinosi conflitti in atto nei paesi del Medio Oriente dettati da un odio radicato e tramandato di generazione in generazione. Tale odio per il nemico è ben più grave nelle sue vicine e remote conseguenze delle stesse sofferenze inflitte dalla guerra a migliaia di vittime.
E’ imperativo rivolgere un appello diretto in particolare alla componente femminile delle popolazioni coinvolte.
Spetta oggi alle donne israeliane, palestinesi e arabe di intervenire, al di sopra della propria fede religiosa, a favore di un piano di pace basato su un nuovo sistema educativo dei giovani volto al riconoscimento dei valori universali ai quali si ispirano tutte le religioni.
Un compito, questo, che potrà disattivare il perverso meccanismo di odio istillato sin dalla più tenera età e il desiderio di vendetta. I messaggi ricevuti nella prima infanzia e nell’adolescenza determinano in modo irreversibile il comportamento di ogni essere umano per l’ intero percorso della vita.

Messaggio di Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia
 
Sono lieto di festeggiare insieme a Voi questi primi vent’anni di attività del Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente, un laboratorio di idee prezioso per approfondire i temi più rilevanti di un’area che da sempre rappresenta agli occhi del mondo un punto nevralgico sotto il profilo politico, economico e culturale.
Regione Lombardia ha sostenuto fin dalla nascita il CIPMO, riconoscendovi una voce autorevole, in grado di favorire il dialogo tra israeliani, palestinesi e mediorientali e di promuovere la cooperazione euro mediterranea.
 
In questi anni, attraverso una feconda attività di studio e pubblicistica avete certamente contribuito alla costruzione della libertà, sulla base di una  volontà condivisa di abbattere antiche barriere e di favorire aperture reciproche, nella consapevolezza che questo è il punto di partenza per dialogare concretamente e responsabilmente. Questo è anche il motivo per cui nel 2000 il governo regionale ha insignito il Vostro Centro del Premio per la Pace della Regione Lombardia.
 
Nei prossimi anni, in forza dell’ottimo lavoro già svolto, l’obiettivo comune deve essere quello di rinnovare il nostro impegno, affinché l’area Euromediterranea cresca sempre di più come una regione chiave per la cooperazione e gli scambi su scala internazionale. Un Mare “Nostrum”, dunque, che si rivela ogni giorno di più come ponte naturale che collega fra loro i Paesi che su di esso si affacciano, attraverso una trama di progetti ed esperienze professionali e culturali, in grado di determinare ricadute positive anche sui Paesi limitrofi, in una prospettiva di sviluppo e di stabilità.
 
In questo senso, il grande appuntamento dell’Expo 2015, per sua stessa vocazione, sarà un’occasione straordinaria per promuovere l’incontro tra i popoli partendo da quei valori universali che permettono agli uomini di conoscersi e comprendersi a vicenda per costruire un futuro di prosperità e di pace. Un evento che ci ricorda che il tema vero è quello dello sviluppo integrale a servizio di una crescita pienamente umana.
 
Messaggio di Letizia Moratti, Sindaco del Comune di Milano
 
Quest’anno il Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente compie vent’anni. Esprimo a coloro che lo hanno creato e che vi collaborano i miei auguri e il mio apprezzamento per il lavoro svolto e per gli impegni futuri.
Era il 1989 quando a Milano una Conferenza Internazionale diede il via all’attività del Centro. Da allora è iniziato un percorso che ha promosso il dialogo, la collaborazione, la pace: conferenze, convegni, incontri, eventi che hanno coinvolto le istituzioni e le eccellenze culturali e scientifiche della nostra città.
Ricordo lo storico concerto al Teatro alla Scala del primo settembre 2006: il maestro Daniel Barenboim diresse, nell’unico spettacolo milanese di una tournée straordinaria,  la sua orchestra, la “East-Western Diwan”, che unisce musicisti israeliani e palestinesi, l'uno accanto all'altro, per celebrare il “miracolo” della pace e dell’amicizia tra popoli da sempre divisi.
Il CIPMO aveva invitato, tra gli altri, lo scrittore Avraham Yeoshua al quale ebbi così l’occasione di portare il saluto di Milano.
Il Centro è un simbolo dell’impegno di Milano e del nostro Paese per diffondere la conoscenza della cultura mediorientale e per favorire la pacifica convivenza in una terra che noi abbiamo particolarmente a cuore e a cui siamo legati da vincoli di amicizia.
Milano ha una lunga tradizione di scambi culturali ed economici con tutti i popoli della regione. Una tradizione che oggi viene rinnovata e rafforzata dai progetti di cooperazione internazionale di Expo 2015: progetti che promuovono la valorizzazione dei beni culturali e del capitale umano e la creazione di reti di formazione e conoscenza nel segno di uno sviluppo globale e sostenibile.
In tutto questo il CIPMO è un punto di riferimento, per l’esperienza maturata in vent’anni di coraggiosa e proficua attività.
Grazie per il vostro contributo e auguri per il proseguimento del vostro impegno al servizio del progresso civile e della pace.

Messaggio di Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano
 
La Provincia di Milano rinnova ancora una volta l’apprezzamento per l’eccellente lavoro svolto dal Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente. La sua nascita, novembre 1989, ha costituito giorno dopo giorno una realtà fondamentale per l’Italia, un punto di riferimento a livello nazionale per chi si adopera a favorire e migliorare il dialogo tra israeliani e palestinesi e per chi vuole promuovere sempre nuove forme di collaborazione e cooperazione tra i paesi euro mediterranei.
Il CIPMO, nato sotto i buoni auspici di un anno che cambiò il mondo, grazie alla caduta del Muro di Berlino e alla fine della Guerra Fredda, è una tra le poche realtà che non si è mai tirata indietro nella costruzione del processo di pace; che non ha mai voltato le spalle alla speranza anche quando le posizioni delle diverse parti parevano troppo lontane e sembrava più arduo il cammino. Il CIPMO ha sempre aperto la strada a un’informazione accurata, aggiornamenti costanti per esperti del settore, portando avanti un esempio di integrità e di coerenza raro nella società moderna.
Ci sono stati momenti bui ultimamente, lunghi periodi in cui, a cominciare in particolare dal tragico 11 settembre 2001, le vie del dialogo sembravano davvero senza uscita. Qualcosa ora sta cambiando, davvero cambiando.
Sono convinto che questa inversione di rotta si debba anche al CIPMO, che in questi anni ha avuto un ruolo nello sviluppo del futuro in Medio Oriente.
La Provincia di Milano, nella sua dimensione territoriale, contribuisce alla costruzione del processo di pace favorendo l’integrazione tra i popoli, anche con la creazione di poli abitativi in cui risiedono cittadini non solo italiani ma del mondo intero, nell’armonia e nella serenità.
Milano e la sua area metropolitana sono una realtà davvero multiculturale. Incrementare il dialogo tra i popoli in questo contesto è il primo passo per sostenere concretamente un processo di pace a livello mondiale.
Il mio augurio per il Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente, che compie vent’anni e di cui la Provincia di Milano è socio fondatore, è di continuare in maniera proficua il percorso dell’affermazione, per i popoli israeliani e palestinesi, di un processo di pace e di dialogo sempre più consolidato.
 
Messaggio di Carlo Giuseppe Maria Sangalli, Presidente Camera di Commercio di Milano
 
Gli anniversari per gli enti e le istituzioni, come per le persone, sono sempre avvenimenti da festeggiare, ma anche momenti importanti per fare un bilancio. E diventano, a maggior ragione, occasioni di festa se in un bilancio ventennale di attività compaiono proprio le voci dell’impegno, della passione, del lavoro infaticabile. E sono, queste voci, necessariamente in attivo perché perseguono una causa nobile: favorire la pace e la cooperazione, operare per la convivenza dei popoli per garantire stabilità e sviluppo culturale ed economico. 
Non è un caso che il Centro Italiano per la pace nel Medio Oriente sia nato nel 1989, data storica per il mondo intero, data del crollo del muro di Berlino. Allora si abbatteva un muro e simbolicamente si abbattevano divisioni, fratture economiche ed ideologiche, che lasciavano il posto a speranze di cambiamento per una pacificazione epocale.
E a vent’anni dalla caduta del muro, la Camera di commercio di Milano vuole confermare il suo percorso di impegno comune, iniziato fin dal 1993, con Centro per la pace nel Medio Oriente.
Infatti, favorire le reti di imprese nell’area ampia dell’euromediterraneo, Medio Oriente compreso, rientra ormai in una concreta missione istituzionale della Camera, che finisce così per favorire grazie ai legami economici la stessa cooperazione tra i popoli.
La nostra alleanza con il CIPMO e con il suo Direttore Janiki Cingoli, che ringrazio per la sua infaticabile attività e collaborazione, nasce pertanto da un’ idea forte e da un preciso impegno di responsabilità. E si è concretizzata nella messa in comune di idee, di progetti e storie raccolte in questo volume. Abbiamo insieme dato il “calcio d’inizio” ad una partita nella quale tutti possono fare qualcosa per contribuire alla crescita economica dell’area e alla stabilità dell’intero sistema.
Oggi all’ordine del giorno rimane certamente il tema della pace, che è però, oramai, indivisibile dall’idea di sviluppo. Si tratta dell’idea di uno sviluppo autentico ed equilibrato, che significa poi un progresso durevole e diffuso nella società. Realizzare questo sviluppo è un po’ come costruire un mosaico: tanti pezzi differenti per forma e per colore solo insieme ci restituiscono un’idea più chiara, più bella del nostro futuro. Come istituzione pubblica che rappresenta l’economia del nostro territorio, siamo profondamente convinti che il modello della piccola e media impresa italiana, ed in particolare nella sua declinazione milanese e lombarda, possa rappresentare un contributo effettivo per uno sviluppo a misura di economia diffusa. A misura di imprenditori, di famiglie, di persone. Le piccole imprese sono pezzi indispensabili per rendere credibile e prezioso questo mosaico della pace, della stabilità e dello sviluppo.


Editoriale di Janiki Cingoli, direttore del CIPMO