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sem.jpgMilano, novembre 2009 –  In questi giorni si è svolto a Milano un significativo seminario riservato tra importanti personalità ed esperti di sicurezza israeliani e palestinesi, che hanno discusso approfonditamente sulla situazione e sulla necessità di un nuovo approccio che consenta di rilanciare il processo di pace, a partire dai possibili accordi relativi alla Striscia di Gaza.

Il seminario è stato promosso dal CIPMO - Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente, in cooperazione con ECF – Economic Cooperation Foundation di Tel Aviv e PCSS - Palestinian Center for Strategic Studies di Ramallah.
La sua realizzazione è stata resa possibile grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri – Unità di Analisi e Programmazione, della Regione Lombardia, della Presidenza del Consiglio Comunale di Milano, della Fondazione Cariplo e della Fondazione tedesca Friedrich Ebert Stiftung.

I lavori sono stati coordinati da Janiki Cingoli, Direttore del CIPMO.

In apertura dei lavori Roby Ronza, Delegato del Presidente della Regione Lombardia per le relazioni internazionali, ha affermato: “aspettiamo il raggiungimento di una soluzione positiva alla crisi israelo-palestinese. La pace, a lungo attesa, e la cooperazione tra la nazione palestinese e la nazione israeliana arrecherà benefici ad entrambe le parti e tutta la regione euro-mediterranea. Ne abbiamo tutti bisogno”.   

Manfredi Palmeri, Presidente del Consiglio comunale di Milano, ha detto: “Tutti, a partire dai Paesi confinanti e dall’Europa, devono contribuire a risolvere i problemi dell’area, e l’Egitto in particolare, è determinante per i varchi sud che hanno effetti, come abbiamo visto recentemente, su tutta Israele”.

Nel corso dei lavori si sono individuati passaggi e fasi da sviluppare parallelamente, per superare la attuale situazione di pregiudiziali e veti contrapposti, e consentire un confronto concreto e ravvicinato sulle principali questioni connesse al negoziato finale.
Una attenzione particolare è stata dedicata, in questa ottica, al piano recentemente presentato dal Premier palestinese Salam Fayyad, che si propone di costruire uno Stato palestinese dal basso entro i prossimi due anni.

Vi è stato accordo unanime sul fatto che ogni progresso in tale direzione postula un approccio innovativo e creativo da parte di tutte le parti interessate, e richiede altresì passi concreti verso il superamento della divisione interpalestinese, che deve essere favorito e non ostacolato dalla Comunità internazionale.

Vi è stato altresì totale consenso sul ruolo essenziale che le diverse rappresentanze arabe, a partire dall’Egitto, e includendo Giordania, Arabia Saudita, e altre realtà dell’area, dovranno e potranno svolgere per superare l’attuale situazione di stallo e favorire la ripresa del processo negoziale.

Tutti hanno inoltre sottolineato come la profondità del fossato tra le parti, determinato dalle condizioni di insicurezza e di frustrazione in cui vivono sia la popolazione israeliana che quella palestinese, deve essere superata attraverso il consolidamento della tregua in atto sul confine di Gaza, garantendo la fine del lancio dei missili sulle città israeliane di confine e ponendo termine al blocco della Striscia di Gaza.

Il seminario si è concluso con una importante convergenza tra tutti i partecipanti, con l’individuazione di punti concreti su cui ora sviluppare un ulteriore comune lavoro.

Per ulteriori informazioni:
CIPMO: Tel. 02 866147
e-mail: cipmocin@tin.it
www.cipmo.org