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Editoriale

Gioco di scacchi aspettando Obama
di Antonio Ferrari (Editorialista de Il Corriere della Sera)

L’occhio, spietato giudice dell’immediato, coglie un’istantanea confusa, complicatissima, sostanzialmente illogica. Mentre Israele cerca di assimilare la volontà che gli elettori hanno manifestato con il voto del 10 febbraio, nell’intera regione attori, comprimari e comparse sono impegnati in un complesso moto di riposizionamento in vista del vero debutto, sullo scenario del Medio Oriente, della nuova Amministrazione americana di Barack Obama... continua

Articoli

Israele, la destra alla prova?
di Eric Salerno (Corrispondente da Gerusalemme per Il Messaggero e per la Radio Svizzera Italiana)
Il risultato del voto in Israele dimostra ancora una volta che questo paese democratico ha bisogno di un leader e non dei politici di carriera. Ha bisogno di un visionario, inteso nel senso positivo, non della concorrenza tra personalità più o meno forti, delle faide o dei compromessi tipici di un sistema partitico all’italiana, con una soglia del 2 per cento, dalle quali può emergere di tutto e il contrario di tutto. L’ha capito l’Italia, seppure in ritardo, e lo deve capire Israele, in bilico tra guerra e pace e con una popolazione stanca, frustrata e prigioniera, sovente, degli slogan populisti più che di una piattaforma coerente e basata sull’esigenza di mettere fine al senso, spesso auto indotto, d’isolamento... continua

Lo stupore di Abu Mazen
di Ugo Tramballi (inviato speciale de Il Sole 24 Ore)
Una volta di più i palestinesi hanno guardato attoniti un risultato elettorale israeliano. Era già accaduto che votando a destra gli israeliani fermassero una trattativa di pace promettente. Anche adesso ce n’era una: sia pure in ritardo di sette anni, ad Annapolis George Bush aveva ripreso ciò che era stato lasciato in sospeso a Oslo e poi a Camp David, e avviato una trattativa seria. Tutti i problemi erano stati coraggiosamente rimessi sul tavolo del negoziato: spartizione di Gerusalemme, diritto al ritorno dei profughi palestinesi, colonie ebraiche, frontiere. E tutti avevano ricominciato a parlare... continua

Arabi israeliani tra lealtà e identità
di Janiki Cingoli (direttore del CIPMO)

Vi è qualcosa di non detto, in tutta la discussione in corso in Israele sul problema degli arabi israeliani. Lieberman, il leader di Yisrael Beiteinu che ha ottenuto il più forte successo alle ultime elezioni, arrivando ad essere il terzo partito del paese con 15 seggi, ne ha fatto uno dei temi centrali della sua campagna elettorale, con lo slogan ”No citizenship without loyalty”, niente cittadinanza senza lealtà... continua