Editoriale
Chi
comanda in Iran
di Alberto Negri
(Inviato speciale de Il Sole 24
Ore)
“Marg bar diktator, marg bar diktator". Così
gridavano in faccia ai pasdaran migliaia di manifestanti in piazza Fatemi e
lungo Vali Asr, l'arteria vitale di Teheran. "Morte al dittatore", era l'urlo
inferocito verso Mahmoud Ahmadinejad e le truppe speciali, che contro l'onda
verde di Mir-Hossein Moussavi usavano manganelli e lacrimogeni, tra i cassonetti
della spazzatura in fiamme per inseguire migliaia di ragazzi con davanti al
volto i fazzoletti, tutti dello stesso colore, il verde dell'opposizione...
continua
Articoli
La campagna elettorale in Afghanistan
di
Andrea Vento
(Direttore settore promozione e cooperazione culturale -
Direzione centrale cultura del Comune di Milano)
È opinione
comune che occorra passare almeno qualche mese a Kabul e in Afghanistan, prima
di comprendere quali siano le insite complessità della scena politica locale.
Non che diplomatici, personale delle Organizzazioni Internazionali, militari e
cooperanti siano esenti da comportamenti routinier e quindi, in ultima analisi,
estranianti rispetto alla reale scena politica. La riflessione in questo caso
riguarda quanto i media, di tutti i Paesi occidentali, offrano in maniera
distratta possibili scenari ad un lettore altrettanto distratto: purtroppo,
spesso l’immagine che ci viene resa dalla stampa e dalle televisioni soffre di
un fascino “sofisticato” ed ispirato dal “turismo di guerra”...
continua
Stallo afghano
di Emanuele
Giordana
(Direttore dell'Agenzia “Lettera22” e vicedirettore
dell'Osservatorio “Asia Maior”)
Chi
sperava che il vertice dei ministri degli Esteri del G8, riunitosi a Trieste dal
25 al 27 giugno, indicasse una nuova strategia per superare la guerra in corso
in Afghanistan dal 2001 è rimasto deluso. La Conferenza, che avrebbe dovuto
essere dedicato soprattutto alla stabilizzazione dell'AfPak, si è in realtà
occupata del conflitto con una riunione informale allargata solo nel pomeriggio
del penultimo giorno e nella mattinata dell'ultimo, così che nella dichiarazione
finale del summit, resa nota già venerdì, i capi della diplomazia mondiale di
tutto hanno parlato (dall'Iran alla pirateria) ma senza far menzione della
guerra...
continua
Dove va il Pakistan
di Elisa
Giunchi
(Docente di Storia e istituzioni dei paesi islamici all’Università
degli Studi di Milano)
Negli ultimi
mesi la situazione sicurezza in Pakistan si è andata deteriorando, anche nelle
grandi città, sotto la duplice pressione di movimenti nazionalisti, portatori di
istanze etniche, e di gruppi estremisti. Il Jeay Sindh Qaumi Mahaz, che
rappresenta i sindhi, ha alimentato a Karachi, con il sostegno del Muttahida
Qaumi Mahaz, che rappresenta gli interessi della popolazione urdofona, accese
proteste contro il flusso di rifugiati pashtun provenienti dalla NWFP...
continua
Il Libano di Hariri tra influenze esterne e
antichi problemi
di Ugo Tramballi
(Inviato speciale de Il Sole 24
Ore)
Non era previsto che potesse accadere: le elezioni erano
state tranquille, le consultazioni politiche fra i leaders costruttive, quasi
amichevoli. Hariri premier aveva avuto il gradimento di tutti i fronti e di ogni
confessione. Eppure d’improvviso, la domenica pomeriggio quando i libanesi
cristiani, musulmani sciiti e sunniti vanno tutti al mare, è scoppiato
l’inferno. Due ore di sparatorie e lanci di razzi anticarro come ai vecchi tempi
della guerra civile...
continua