Editoriale
La vittoria di Hamas apre la strada all’unilateralismo
di Janiki Cingoli
La vittoria di Hamas è innanzi tutto frutto del suo radicamento sociale, della dedizione e della integrità con cui ha assicurato l’assistenza agli strati più disagiati della popolazione palestinese, grazie anche ai copiosi finanziamenti assicurati dall’Iran e da altri finanziatori sauditi e di altri paesi arabi. Ma questa formazione islamica è stata anche percepita dalla popolazione come estranea e non compromessa rispetto al sistema di potere eretto dentro l’Autorità Nazionale Palestinese, sentito oramai come un peso insopportabile nella generale situazione di crisi di quella società.
Articoli
Israele - Palestina. Convivenza sul terreno?
di Vittorio Dan Segre
La creazione del nuovo governo palestinese sotto la guida di un leader dell’organizzazione fondamentalista islamica Hamas, plebiscitata nelle recenti elezioni palestinesi, induce a riflettere su vari interessanti fatti. Il primo è la sorpresa. Ad esserne colti non sono stati solo gli americani e gli egiziani che a Gaza hanno sedi informative ufficiali ben radicate, ma l’intelligence israeliano, che queste elezioni seguiva minuto per minuto. ...
Il labirinto della pace
di Antonio Ferrari
Nessuno sa se, e come, Hamas riuscirà a formare un governo che possa davvero funzionare. Incontri e colloqui, che si intrecciano in Palestina, in Israele, in Siria, in Iran, in Turchia e altrove, hanno prodotto finora fiumi di parole, migliaia di pagine, un nugolo di ipotesi, ma nessun passo concreto. Perché l'ostacolo di fondo sembra insormontabile. I Paesi donatori ( Usa, Ue), senza i quali l'Anp non può sopravvivere, chiedono ad Hamas di rinunciare alla violenza e di riconoscere Israele; come lo chiedono l'Egitto, la Giordania e altri Stati arabi moderati. ...
L'incertezza regna in Medio Oriente
di Eric Salerno
E’ difficile, forse mai come prima, cercare di fare previsioni per il futuro, e mi riferisco soprattutto l’anno in corso e al massimo quello successivo, senza considerare gli sviluppi regionali in tutti i settori. La “guerra di religione”, intesa qui come scontro tra sunniti e sciiti; quella di cultura più che di religione tra cristiani e musulmani; la questione del petrolio arrivato a un prezzo che allarga il settore produttivo rendendo protagonisti paesi finora tagliati fuori delle ricchezze provenienti dal sottosuolo, abbinato alle crescenti esigenze di Cina e India; la questione nucleare di Teheran e il pericolo di una guerra scatenata contro l’Iran...
La sconfitta di Fatah porta la firma di Israele
di Ugo Tramballi
Vorrei soffermarmi su responsabilità delle quali non si è molto parlato sulla stampa internazionale in queste settimane. Se non giusto di passaggio. Mi riferisco alle responsabilità di Israele che di questo nuovo dramma palestinese non è un semplice e lontano osservatore. La scelta del tema è impopolare in questa epoca di scontro di civiltà: per i molti sostenitori del confronto muscoloso fra la nostra cultura giudaico-cristiana e quella islamica, il solo chiedersi se la nostra parte possa avere responsabilità, è blasfemia. ...
Interviste
Hanna Siniora “Il mondo dia un’opportunità"
di Maurizio Debanne (CIPMO)
"Sono sicuro che i palestinesi non hanno votato Hamas per continuare la lotta armata ma hanno scelto questo movimento perché credono sia capace di realizzare quelle riforme di cui il popolo palestinese ha estremamente bisogno. Ci sarà una svolta epocale se Hamas cambierà strategia come fece l’Ira quando adottò la non-violenza come strumento per ottenere l’indipendenza. ". A parlare è uno degli intellettuali palestinesi più impegnati sul fronte riformatore: Hanna Siniora, direttore del settimanale Jerusalem Time....