homepage
English version
Home
Segnala ad un amicoStampa
Editoriale

Il negoziato fragile
di Janiki Cingoli (direttore CIPMO)


I negoziati tra israeliani e palestinesi sono ripresi, a quindici giorni dalla conferenza di Annapolis, in un clima di incertezza. L’annuncio della costruzione di 300 nuovi appartamenti ad Har Homa, alla periferia di Gerusalemme, pare contraddire platealmente gli impegni assunti da Israele di congelare la crescita degli insediamenti, sotto qualsiasi forma. La giustificazione che si tali costruzioni non rientrano nel blocco, poiché all’interno della municipalità di Gerusalemme, non regge molto, dato che la comunità internazionale non ha riconosciuto l’annessione della parte orientale della città. Ne è testimonianza la stessa dura presa di posizione di Condoleezza Rice, che ha chiesto spiegazioni affermando che l’annuncio poteva pregiudicare la ripresa dei negoziati. D’altronde, pare che vi siano altre migliaia di costruzioni simili già autorizzate... continua


Articoli
Troppo presto per dirsi ottimisti
di Antonio Ferrari (editorialista e inviato speciale de Il Corriere della Sera)


È diventato un vero tormentone: tutti si interrogano sul dopo Annapolis, e ovviamente tutti vogliono sapere che cosa succederà, se l'esito è positivo o negativo, o ancora se esista un esito della conferenza sul Medio oriente organizzata dall'Amministrazione-Bush, grazie all'impegno e all'ostinazione del Segretario di Stato Condoleezza Rice, per tentare di rilanciare il negoziato tra israeliani e palestinesi. Sembrano i soliti quesiti, affiorati un nugolo di volte, dopo ogni «vertice della speranza».... continua


Ad Annapolis pensando all'Iran?
di Eric Salerno (corrispondente da Gerusalemme per il quotidiano Il Messagero)


Paradossalmente, una notizia che dovrebbe fare piacere a tutti giacché fa scendere di parecchio il mercurio della tensione nell’area mediorientale (e non soltanto) potrebbe avere anche un effetto negativo e frenare le spinte verso una pace negoziata tra Israele e i palestinesi. Nei mesi precedenti la conferenza, chiamiamola così, di Annapolis era evidente il senso d’urgenza generato, soprattutto nei paesi arabi, dalle pressioni destabilizzanti di Teheran...continua


L'alternativa ad Annapolis è il nulla
di Ugo Tramballi (
inviato speciale de Il Sole 24 Ore )

Il problema di Annapolis non è capire se la conferenza sia stata bene organizzata; se i cuori e le menti di chi vi ha partecipato fossero sinceri; se produrrà quella formula miracolosa che deve portare alla fine del più ostinato dei conflitti e alla pace. Il problema di Annapolis è che non esisteva alcuna alternativa ad Annapolis... continua