Paolo Valentino
La situazione a Gaza e nel Medio Oriente è ormai «insostenibile». Ma nei prossimi mesi, l'Amministrazione americana è fiduciosa che ci possa essere «un reale progresso» nei suoi sforzi per portare israeliani e palestinesi a negoziati di pace diretti. Ricevendo alla Casa Bianca il leader palestinese Abu Mazen, il presidente Obama non ha fatto mistero della gravità della situazione, ma ha cercato di cogliere le opportunità offerte dal momento.
A poco più di una settimana dall'incidente nel quale i soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro una flottiglia di navi turche, uccidendo alcuni dei volontari pacifisti che cercavano di forzare il blocco per portare aiuti umanitari a Gaza, Obama ha offerto l'idea di un «nuovo quadro concettuale», che cerchi di conciliare un embargo mirato a impedire l'introduzione di armi ed esplosivi, con le necessità di base della popolazione nell'enclave palestinese. «Dobbiamo trasformare una tragedia nell'occasione per migliorare la vita di chi vive a Gaza», ha detto il presidente americano. una posizione pubblica più dura nei confronti dell'azione di Israele, limitandosi a dire che la maggior parte dell'incontro è stato dedicato a discutere i modi di risolvere «il problema» nella Striscia.
Obama ha annunciato l'invio a Gaza di nuovi aiuti per 400 milioni di dollari. Abu Mazen, che nell'enclave controllata da Hamas non ha punta influenza, ha definito il gesto come «un segnale positivo» dell'impegno americano verso i palestinesi. «Ciò che abbiamo a cuore — ha aggiunto il leader moderato— è di vivere in coesistenza con Israele».
Obama ha detto che il lavoro necessario a creare le condizioni della pace spetta a entrambe le parti: «Devono produrre un clima dove sarà possibile arrivare a una svolta». In particolare, il presidente ha detto che Israele deve tagliare gli insediamenti nei Territori occupati, mentre l'Autorità palestinese deve fra le altre cose compiere nuovi progressi nel garantire la sicurezza. «Noi continueremo a lavorare al vostro fianco, così come al fianco degli israeliani», ha assicurato Obama.
In un gesto di buona volontà, ieri Israele ha compiuto un primo passo, allentando le maglie del blocco e annunciando che da questo momento potranno passare bibite, patatine, biscotti, marmellate, succhi di frutta e insalata, tutti prodotti fin qui proibiti. Resta però il bando sui laterizi, indispensabili per ricostruire un territorio devastato dai bombardamenti.
Obama non ha condannato apertamente il raid navale, che ha però definito una tragedia, ripetendo che è importante avere una precisa ricostruzione di «tutti i fatti». Il presidente non ha risposto alla domanda se l'ospite palestinese gli avesse chiesto di assumere una posizione pubblica più dura nei confronti dell'azione di Israele, limitandosi a dire che la maggior parte dell'incontro è stato dedicato a discutere i modi di risolvere «il problema» nella Striscia. Obama ha annunciato l'invio a Gaza di nuovi aiuti per 400 milioni di dollari. Abu Mazen, che nell'enclave controllata da Hamas non ha punta influenza, ha definito il gesto come «un segnale positivo» dell'impegno americano verso i palestinesi. «Ciò che abbiamo a cuore ha aggiunto il leader moderato è di vive- re in coesistenza con Israele». Obamaha detto che ll lavoro necessario a creare le condizioni della pace spetta a entrambe le parti: «Devono produrre un clima dove sarà possibile arrivare auna svolta». In particolare, il presidente ha detto che Israele deve tagliare gli insediamenti nei Territori occupati, mentre l'Autorità palestinese deve fra le altre cose compiere nuovi progressi nel garantire la sicurezza. «Noi continueremo a lavorare al vostro fianco, così come al fianco degli israeliani-, ha assicurato Obama.
Il colloquio con Abu Mazen avrebbe dovuto seguire quello con Benjamin Netanyahu il 1 giugno. Ma dopo l'incidente navale del 31 maggio, il premier israeliano aveva cancellato l'incontro facendo ritorno a Gerusalemme da Washington, dov'era già arrivato.