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09-02-2010
I mastini della terra. La destra israeliana dalle origini all’egemonia

mastini.jpgQuando Menachem Begin vinse le elezioni del 17 maggio 1977 la storia di Israele giunse ad una svolta epocale. Per la prima volta una coalizione di destra (il Likud) avrebbe governato il paese rompendo tre decadi di potere laburista e inaugurando un’egemonia che, specie sulla questione dei confini dello stato, dura ancora oggi. La destra israeliana iniziò così a sollevare le curiosità degli studiosi anche fuori dallo stato di Israele. Questo moltiplicò in maniera esponenziale i rari studi esistenti in materia, contribuendo ad una migliore conoscenza delle matrici ideologiche del movimento che governava Israele e che tanto doveva al nazionalismo di stampo europeo.

Il padre ispiratore di Menachem Begin e del partito che oggi si chiama Likud è Vladimir Zeev Jabotinsky fondatore del sionismo revisionista nel 1925. Questo poliedrico personaggio era un grande agitatore politico, fervente nazionalista, anticomunista e molto legato al culto delle parate militari e alla tradizione. La sua morte, nel 1940, non gli consentì di vedere la nascita dello stato di Israele e i suoi “seguaci” rimasero per anni ghettizzati dalle istituzioni politiche israeliane governate dai socialisti di Ben Gurion. Il piccolo partito, che raccoglieva l’eredita del militarismo jabotinskiano e la visione di un “grande Israele”che si voleva esteso su ambedue le rive del fiume Giordano, si chiamava Herut, in ebraico libertà ed era guidato da Menachem Begin. Questi era l’ex comandante dell’Irgun un gruppo militare considerato dagli inglesi terrorista. In anni di opposizione e di battaglie politiche Begin diede forza a quelle idee che dalla fine degli anni ’70 diventarono egemoni nel paese. Grazie alla sagacia di un giovane generale di nome Ariel Sharon si fondò una coalizione che riuscì a battere “l’allineamento laburista”.

Dopo Begin i leader della destra israeliana furono il falco Yitzhak Shamir, il giovane Benyamin Netanyahu e il vecchio generale Ariel Sharon. La storia di questa parte politica e dei suoi leader è poco conosciuta e studiata ma aiuta a comprendere le continue tensioni della politica israeliana e la difficoltà per ogni primo ministro di “ritirarsi” da “Eretz Israel” consegnando “terra ebraica” al nemico palestinese.

Autore: Paolo Di Motoli (Torino 1971) lavora al Dipartimento di studi politici di Torino. È dottore di ricerca in Storia del pensiero politico. Ha pubblicato La Destra sionista (2001), Morire per Gerusalemme con Francesco Pallante (2004) e alcuni saggi e schede per riviste come «Teoria Politica», «Polena», «Il Ponte», «Quaderni di Storia Contemporanea», «Clio», «Nuova Storia Contemporanea», «Passato e Presente». 

Prefazione: Sergio Romano

Editore: I libri di Icaro