Sale la tensione tra Israele e l’Iran. Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è convinto che Israele stia preparando «una guerra per la primavera o l'estate» ma «sarà schiacciato dalla reazione iraniana e dei paesi della regione». Subito è arrivata la smentita di Israele, e ai più alti livelli: lo Stato ebraico «non sta pianificando alcuna guerra» con l'Iran, ha detto il premier Benjamin Netanyahu, in visita a Mosca dove ha incontrato il presidente Dimitri Medvedev e il premier Vladimir Putin.
Il presidente iraniano ha anche minacciato la comunità internazionale sulle possibili conseguenze in caso di arrivo di sanzioni economiche per l'Iran. «Se qualcuno cercherà di creare problemi all’Iran, - ha detto Ahmadinejad - la nostra risposta non sarà come quelle del passato. Questa risposta comporterà qualcosa per cui si pentiranno». Ahamadinejad ha aperto poi però all'Occidente sulla questione dello scambio di combustibile: «La questione dello scambio di combustibile non è chiusa» e l'Iran è sempre «pronto ad uno scambio in una cornice di equità». Ahmadinejad ha sottolineato che Teheran continua a chiedere che lo scambio avvenga «simultaneamente e sul territorio iraniano».
Poco più tardi però il clima cambiava di nuovo. Nel corso di una conferenza stampa a Teheran, trasmessa dall'emittente «Press Tv», Ahmadinejad ha annunciato che l'Iran «presto testerà una nuova generazione di centrifughe» per l'arricchimento dell'uranio. «Abbiamo già centrifughe per l'arricchimento al 20 per cento», ha aggiunto. Il presidente iraniano ha quindi rivelato che «l'arricchimento dell'uranio al 20 per cento non era nel nostro programma nucleare, ma siamo stati costretti a procedere per alimentare il reattore vicino Teheran», dove vengono compiute ricerche sugli isotopi nucleari. Ahmadinejad ha accusato l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) di non aver fornito all'Iran il combustibile nucleare di cui necessita. «I Paesi membri dell'Aiea - ha dichiarato - non hanno soddisfatto gli obblighi che imposti dai trattati internazionali».
Usa, Francia e Russia hanno criticato la decisione di Teheran di arricchire l’uranio al 20 per cento, in quanto ciò rappresenta «un ulteriore passo in avanti verso la capacità di produrre uranio altamente arricchito».La Russia sembra dunque trovarsi sempre di più sulla stessa lunghezza d’onda dell’Occidente che da tempo sostiene che sia necessario usare il pugno di ferro nei confronti dell'Iran. La portavoce del presidente russo Dmitri Medvedev, Natalia Timakova, ha ieri dichiarato che «nessuno può escludere l'uso delle sanzioni in caso di mancato rispetto degli impegni» da parte di Teheran sul proprio programma nucleare. La dichiarazione russa assume particolare importanza dato che Mosca siede nel consiglio di sicurezza come membro permanente e quindi ha diritto di veto su ogni decisione dell'organo che dovrà decidere sulle sanzioni. Resta però ancora incerta la posizione della Cina, altro membro permanente del Consiglio di sicurezza.