Trentamila palestinesi chiusi da mesi nella striscia di Gaza sono sciamati oggi nel Sinai egiziano dopo che nella nottata miliziani avevano demolito con la dinamite un lungo tratto del muro di confine. In mattinata ruspe hanno livellato il terreno e hanno facilitato il transito per la popolazione, che si è diretta verso il settore egiziano della città di Rafah e la vicina el-Arish. L'esercito egiziano non ha ricevuto alcuno ordine di impedire il flusso di persone. «Chi vuole, entri pure. Anche volendo, le forze egiziane difficilmente avrebbero potuto arrestare il transito dei civili palestinesi, essendo venuto a mancare il principale ostacolo fisico.
Um Muhammed, 50 anni, accompagnata da cinque figli, è tornata da una breve puntata in Egitto con un grande sacco di polvere da bucato. «A Gaza era dapprima cara, poi introvabile. In Egitto ho scoperto che è molto più a buon mercato». Accanto a lei spiccava la figura di un signore con numerose valige. Da cinque mesi, dice, era bloccato ad el-Arish, a pochi chilometri da Gaza, ma non aveva potuto raggiungere la famiglia perchè il confine era stato chiuso in seguito al colpo di mano di Hamas contro le forze di Abu Mazen. «Oggi finalmente potrò tornare ad abbracciare la mia famiglia» esulta, mentre il suo telefono non cessa di squillare. Mohammed Farrah, 25 anni, dipendente dell'Anp, ha appena acquistato in Egitto due taniche di gasolio per la sua automobile, che era ormai agli sgoccioli. Ora che è in grado di spostarsi compierà nuovi acquisti di tè, zucchero e formaggi.
Nella mattinata si sono visti in questa zona, divenuta ormai franca, asini carichi di sacchi di cemento. Anche mucche e capre sono state introdotte dall'Egitto verso Gaza. Ma la questione che in queste ore interessa maggiormente Israele è il traffico di armi dal Sinai verso Gaza, che finora avveniva clandestinamente mediante tunnel scavati nella sabbia. Fonti locali affermano di aver visto nella zona spostamenti di mezzi di Hamas: cosa avessero a bordo, non è noto.
Ieri il presidente Abu Mazen aveva fatto sapere di essere disposto ad inviare le proprie forze a Rafah per consentire la riapertura del valico di confine con l'Egitto, mentre prosegue la chiusura dei valichi versi Israele. Ma gli eventi della nottata hanno reso superata quella proposta. Adesso il confine è di fatto aperto e Hamas ha già lanciato oggi appelli al mondo arabo affinché aiuti umanitari siano diretti con urgenza verso la «breccia di Rafah». In Israele, fonti governative hanno detto che è compito dell'Egitto trovare una soluzione alla situazione che si è creata sul terreno.