Gli
Stati Uniti hanno elaborato un piano di pace che mira a regolare in due anni il
conflitto israelo-palestinese: il piano prevede una serie di garanzie che,
secondo le autorità Usa, dovrebbero assicurarne il successo. Il quotidiano
israeliano Maariv spiega che il piano, non confermato ufficialmente,
prevede l'inizio dei negoziati nel più breve tempo possibile. Per garantire il
successo di questi colloqui, l’amministrazione americana invierebbe lettere di
garanzia ai palestinesi con le quali si impegnere a fare rispettare il termine
massimo di due anni, avverte Maariv.
Israele
chiederà a Washington di confermare l'impegno dell'ex presidente americano
George W. Bush sulla stipula di un accordo di pace finale sulla base di scambi
territoriali, cosa che consentirebbe a Israele di conservare i suoi grandi
blocchi coloniali in Cisgiordania. Secondo questo piano Usa, il primo argomento
sul tavolo dei negoziati dovrebbe essere proprio quello delle frontiere tra
Israele e il futuro Stato palestinese. Il piano, inoltre, dovrebbe essere
definito in nove mesi, durante il periodo di moratoria sulla politica coloniale
israeliana. La costruzione degli insediamenti così potrebbe in seguito
riprendere nelle regioni destinate a Israele, precisa Maariv.
Lo
stato palestinese sarebbe stabilito in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza,
ma sarebbero anche previste delle compensazioni territoriali. I negoziati
seguirebbero poi con l’affrontare i due temi più rilevanti: Gerusalemme e la
sorte dei rifugiati palestinesi. Maariv assicura che il presidente egiziano
Hosni Mubarak farà pressione sul leader dell'Anp Abu Mazen perché accetti
questo piano.