La costruzione di 900 nuovi alloggi a Gerusalemme est è per gli israeliani una questione di "routine". Ma la pubblicazione del piano, che decreta l'ampliamento del quartiere di Ghilo a Gerusalemme est, ha suscitato le critiche di palestinesi, Usa, Europa e Onu. "Netanyahu in genere non controlla
i piani edilizi comunali, e considera Gilo parte integrante di
Gerusalemme", è la difesa degli israeliani. "A Gilo si costruisce regolarmente da anni e non c'è niente di nuovo nell'attuale progettazione e costruzione", hanno spiegato alcuni collaboratori del premier.
L'autorizzazione è stata formalizzata dall'amministrazione
municipale con il placet del ministero dell'Interno israeliano. Ed è stata resa
pubblica poche ore dopo che la Radio militare aveva
svelato il fallito passo compiuto nei giorni scorsi sul premier
Benyamin Netanyahu dall'emissario di Washington per il Medio Oriente,
George Mitchell, al fine di ottenere uno stop del progetto.
Gli Stati Uniti si sono detti "costernati". ''In
un momento in cui stiamo lavorando per rilanciare i negoziati, queste
azioni rendono più difficile un successo per i nostri sforzi'', ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs. Il
portavoce ha ricordato che la posizione degli Usa ''è
chiara: lo statuto di Gerusalemme è una questione legata allo statuto
permanente che deve essere risolta attraverso i negoziati tra le
parti''. Anche il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ian Kelly ha
detto di ritenere che ''questa azione renda più difficile il successo
dei nostri sforzi. Protestiamo contro questo e contro altre pratiche
riguardanti insediamenti abitativi a Gerusalemme, in particolare contro
le espulsioni (di palestinesi) e le demolizioni di case palestinesi,
che avvengono regolarmente''.
Il negoziatore capo palestinese, Saeb Erekat, ha severamente criticato
la decisione israeliana. "Nessuno riconosce a Israele il diritto di
estendere le costruzioni a Gerusalemme est", ha detto Erekat alla radio
militare israeliana. "Le terre su cui edificate quei quartieri fanno
parte del mio futuro Stato. Questo deve cessare: Israele deve scegliere
la pace o le colonie. E noi logicamente speriamo che opti per la prima
soluzione".
Il provvedimento non è ancora operativo in base alla legge, che prevede
di concedere un certo tempo prima dell'avvio dei lavori per consentire
eventuali ricorsi legali in tribunale. Ma appare ormai in dirittura
d'arrivo. Riguarda la costruzione, in cantiere da tempo, di altri 900
appartamenti (nel quadro di un più vasto progetto d'espansione pensato
per circa 4.000 nuove unità abitative) attorno al rione di Ghilo: che
si trova all'interno dei confini municipali di Gerusalemme, ma in zone
che non erano sotto sovranità israeliana prima della guerra dei sei
giorni del 1967. Secondo la Radio militare, la richiesta di Mitchell di
congelarlo avrebbe lasciato "stupefatto" Netanyahu, ma
senza riuscire a scuoterlo. Tanto meno a impedirgli di ribadire la
volontà del suo governo di non interrompere le attività edilizie
ebraiche a Gerusalemme o di affermare di non avere "alcuna veste
legale" per bloccare specifici progetti.