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18-11-2009
Israele vuole costruire 900 nuovi alloggi a Gerusalemme Est
La costruzione di 900 nuovi alloggi a Gerusalemme est è per gli israeliani una questione di "routine". Ma la pubblicazione del piano, che decreta l'ampliamento del quartiere di Ghilo a Gerusalemme est, ha suscitato le critiche di palestinesi, Usa, Europa e Onu. "Netanyahu in genere non controlla i piani edilizi comunali, e considera Gilo parte integrante di Gerusalemme", è la difesa degli israeliani. "A Gilo si costruisce regolarmente da anni e non c'è niente di nuovo nell'attuale progettazione e costruzione", hanno spiegato alcuni collaboratori del premier.

L'autorizzazione è stata formalizzata dall'amministrazione municipale con il placet del ministero dell'Interno israeliano. Ed è stata resa pubblica poche ore dopo che la Radio militare aveva svelato il fallito passo compiuto nei giorni scorsi sul premier Benyamin Netanyahu dall'emissario di Washington per il Medio Oriente, George Mitchell, al fine di ottenere uno stop del progetto.

Gli Stati Uniti si sono detti "costernati". ''In un momento in cui stiamo lavorando per rilanciare i negoziati, queste azioni rendono più difficile un successo per i nostri sforzi'', ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs. Il portavoce ha ricordato che la posizione degli Usa ''è chiara: lo statuto di Gerusalemme è una questione legata allo statuto permanente che deve essere risolta attraverso i negoziati tra le parti''. Anche il portavoce del dipartimento di Stato Usa, Ian Kelly ha detto di ritenere che ''questa azione renda più difficile il successo dei nostri sforzi. Protestiamo contro questo e contro altre pratiche riguardanti insediamenti abitativi a Gerusalemme, in particolare contro le espulsioni (di palestinesi) e le demolizioni di case palestinesi, che avvengono regolarmente''.

Il negoziatore capo palestinese, Saeb Erekat, ha severamente criticato la decisione israeliana. "Nessuno riconosce a Israele il diritto di estendere le costruzioni a Gerusalemme est", ha detto Erekat alla radio militare israeliana. "Le terre su cui edificate quei quartieri fanno parte del mio futuro Stato. Questo deve cessare: Israele deve scegliere la pace o le colonie. E noi logicamente speriamo che opti per la prima soluzione".

Il provvedimento non è ancora operativo in base alla legge, che prevede di concedere un certo tempo prima dell'avvio dei lavori per consentire eventuali ricorsi legali in tribunale. Ma appare ormai in dirittura d'arrivo. Riguarda la costruzione, in cantiere da tempo, di altri 900 appartamenti (nel quadro di un più vasto progetto d'espansione pensato per circa 4.000 nuove unità abitative) attorno al rione di Ghilo: che si trova all'interno dei confini municipali di Gerusalemme, ma in zone che non erano sotto sovranità israeliana prima della guerra dei sei giorni del 1967. Secondo la Radio militare, la richiesta di Mitchell di congelarlo avrebbe lasciato "stupefatto" Netanyahu, ma senza riuscire a scuoterlo. Tanto meno a impedirgli di ribadire la volontà del suo governo di non interrompere le attività edilizie ebraiche a Gerusalemme o di affermare di non avere "alcuna veste legale" per bloccare specifici progetti.