homepage
English version
Home
Segnala ad un amicoStampa
25-07-2010
Se Nazareth guarda a Bolzano
COMUNICATO STAMPA

Bolzano, 21 Giugno 2010. Israele è uno Stato ebraico, che ha al suo interno una minoranza araba che rappresenta il 20% della popolazione. Un problema acuitosi con l’esplodere della seconda Intifada.

Domenica 25 luglio, trenta esponenti israeliani, ebrei e arabi, arriveranno a Bolzano, ospiti della Provincia Autonoma di Bolzano e della Stiftung Sutirolen Sparkasse - Fondazione Cassa di Risparmio, per studiare l’esperienza delle minoranze tedesca e ladina in Sud Tirolo, nel loro rapporto con lo Stato italiano, dal punto di vista storico, politico e sociale.

Una delegazione analoga, composta da quattordici studiosi, era già venuta a Bolzano nel maggio 2008, e l’esperienza si era rivelata un successo, dato che tutti i partecipanti avevano rilevato elementi di grandissimo interesse.
La delegazione attuale costituisce un ulteriore salto di qualità, perché riunisce rappresentanti delle più prestigiose ONG israeliane, arabe e ebraiche, che si occupano della minoranza arabo-israeliana e della convivenza tra arabi e ebrei nello Stato di Israele. Di essa fanno parte, tra gli altri, Shawki Katib, ex Sindaco di Yafa - Nazareth e Presidente del Comitato degli Enti locali arabo-israeliani e Naomi Chazan, che è stata Vice Presidente della Knesset e presiede attualmente il New Israel Fund.

L’iniziativa, promossa dal Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente, in collaborazione con l’organizzazione israeliana Shatil- New Israeli Found e The National Committee for the Arab Local Authorities in Israel, con il prezioso supporto dell’ Accademia Europea di Bolzano e della locale Lega provinciale delle Cooperative, vuole approfondire alcuni specifici aspetti di tale realtà.
In particolare quali elementi, della esperienza sud tirolese, possono essere utilizzabili per migliorare la condizione della minoranza arabo-israeliana, che si trova di fronte a gravi problemi sia in termini di uguaglianza di diritti, che di identità complessiva, in uno Stato che si definisce ebraico e vuole essere riconosciuto come tale dagli Stati arabi e al livello internazionale.
La popolazione arabo-palestinese costituisce infatti il 20% dello Stato di Israele, ed ha teoricamente uguali diritti rispetto agli altri cittadini, anche se permangono gravi ineguaglianze in relazione ai finanziamenti di cui fruiscono i municipi arabi, agli accessi ai più alti livelli dell’istruzione, alle possibilità di lavoro e di carriera.
Ma vi è un altro problema forse più sostanziale, e cioè quello del riconoscimento della identità collettiva della minoranza araba, e della sua tutela con specifiche azioni positive. Da questo punto di vista, l’esperienza del Sud Tirolo, con la "proporzionale" nel pubblico impiego e nelle stesse rappresentanze istituzionali, con le garanzie nell’uso della lingua, nell’organizzazione scolastica, nell’autonomia finanziaria e amministrativa, costituisce sicuramente un fattore di sicuro interesse.

L’iniziativa sarà illustrata martedì 27 Luglio alle ore 11,00 presso la sede della Provincia Autonoma di Bolzano nel corso di una conferenza stampa, cui parteciperà il Presidente Luis Durnwalder.

“Siamo particolarmente lieti, ha dichiarato il Presidente Durnwalder alla vigilia dell’arrivo, di ospitare questa delegazione proveniente da Israele, e composta da rappresentanti sia della maggioranza ebraica che della minoranza araba che hanno richiesto di venire qui a Bolzano per conoscere la nostra realtà, e coglierne possibilmente utili indicazioni per il proprio paese che affronta una situazione così complessa e delicata.
Ogni realtà presenta naturalmente proprie specificità e differenze, ma siamo convinti che alcuni principi abbiano un valore generale, prima di tutti la consapevolezza che le minoranze linguistiche ed etniche non sono un fattore da tollerare, che indeboliscono il tessuto unitario di un paese, ma un elemento di arricchimento, da riconoscere e promuovere come è sancito dall’articolo 6 della Costituzione Italiana.”
L’esperienza della minoranza tedesca in Italia può infatti essere di grande utilità anche per Israele, per affrontare il problema dei rapporti tra maggioranza ebraica e minoranza araba.
Ai cittadini italiani di lingua tedesca, infatti, non solo vengono riconosciuti eguali diritti (cosa che agli arabi israeliani non è ancora pienamente garantita), ma anche specifici diritti collettivi e aggiuntivi, nell’uso della lingua, nell’organizzazione dell’istruzione, nella promozione della cultura, nella garanzia di proporzionalità nel pubblico impiego, a tutela della loro identità, anche in base alla garanzia di tutela delle minoranze linguistiche garantita dalla Costituzione italiana.
Vi sono altri due aspetti, in tale esperienza, da tenere presenti: il primo è il divieto, contenuto nella Costituzione austriaca, di ogni forma di rivendicazione e di propaganda irredentistiche nei confronti dei territori ex – austriaci. L’altro aspetto è quello della clausola liberatoria che l’Austria rilasciò – in base agli accordi De Gasperi-Gruber – in cui si sanciva che tutti gli accordi relativi alla minoranza tedesca erano stati rispettati e quindi che ogni controversia relativa era da considerarsi superata. Sono anche questi, spunti che potrebbe essere utile tenere presenti, nel momento in cui si sta negoziando un possibile accordo finale del conflitto israelo-palestinese.
Il processo di pacificazione e di progresso socio-economico nella nostra Provincia – ha aggiunto il Presidente Durnwalder - è stato favorito senza dubbio decisamente dalla crescente integrazione europea, dal mercato unico, dai principi normativi dell’Unione Europea.
Siamo quindi lieti di accogliere questo gruppo di amministratori ed esperti, nell’intenzione di prestare anche un contributo alla migliore comprensione tra etnie diverse e quindi alla pace nel mondo, in un tessuto di rapporti di amicizia e di collaborazione”.


Nei giorni della missione è previsto un incontro con il Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Luis Durnwalder, un altro con il Sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli e una fitta agenda di incontri e seminari con esperti di Eurac e con esponenti istituzionali e sociali dei diversi gruppi linguistici.


Per maggiori informazioni:
CIPMO-Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente
Galleria Vittorio Emanuele 11/12
20121 Milano
Tel 02 866 147/109