homepage
English version
Home
Segnala ad un amicoStampa
10-12-2009
Frattini: tornare ai negoziati
L'Italia e l'Europa sostengono la creazione "il prima possibile" di uno stato palestinese, per questo occorre "tornare al tavolo dei negoziati". Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini in una conferenza stampa a Ramallah con il primo ministro palestinese Salam Fayyad. Il titolare della Farnesina ha definito "ambiziosa" la proposta degli Usa di formare lo stato palestinese entro due anni, aggiungendo comunque che Europa e Stati Uniti assieme hanno "il dovere morale" di lavorare per questo obiettivo.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu resista alle proteste dei coloni contro il congelamento degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. E' questo l'appello lanciato da Frattini che, dopo il colloquio con Fayyad, si è recato a Gerusalemme per incontrare Netanyahu. Da parte sua, il primo ministro israeliano ha aperto uno spiraglio su un ritiro israeliano dal villaggio libanese di Ghajar, occupato parzialmente da Israele. Lo ha riferito proprio il titolare della Farnesina al termine di un faccia a faccia a Gerusalemme. Frattini ha sottolineato di aver sollevato apertamente la questione del ritiro - previsto da una risoluzione dell'Onu - e di aver appreso da Netanyahu che il governo israeliano ha deciso di "prendere contatto con l'Unifil" sull'argomento (il contingente internazionale a guida italiana schierato nel sud del Libano dalla fine della guerra del 2006): nel quadro di un atteggiamento di disponibilità "a discutere della proposta" logistica di ritiro delineata "dal generale Claudio Graziano". "Mi auguro che questo possa portare a una risposta positiva", ha detto Frattini.

"Credo che entrambi vogliano la pace: vogliono la pace i leader, ma soprattutto vogliono la pace i due popoli perché israeliani e palestinesi non ne possono più". Così il ministro degli Esteri Franco Frattini ha riassunto con i giornalisti il senso dei colloqui mediorientali. In questo senso, il titolare della Farnesina ha lodato la decisione di Netanyahu per un temporaneo congelamento degli insediamenti in Cisgiordania ed ha invitato la parte palestinese a tornare al tavolo negoziale "senza precondizioni". Frattini ha individuato nel clima di incertezza elettorale che si vive nei Territori uno dei motivi di stallo in questo momento del processo di pace, ma ha sottolineato la necessità che, in mancanza di una riconciliazione interpalestinese tra Hamas e Fatah e in caso di slittamento delle elezioni palestinesi previste per il prossimo gennaio, sia Abu Mazen a riprendere il filo del dialogo: "L'Italia, l'Europa e gli Stati Uniti - ha rimarcato il ministro - lo sostengono".