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12-06-2008
Dichiarazioni finali di Sheikh Hashem Abed Elrahman e Shlomo Hasson

Sheikh Hashem Abed Elrahman (sindaco della città di Um El Fahem e personalità di primo piano della comunità arabo israeliana)

Il seminario è stato eccellente e molto importante. Il modello del Sud Tirolo dimostra in modo esemplare che si possono superare tutti i conflitti, rendendo la vita migliore e più facile. Questo modello mi ha insegnato che il desiderio di vivere è più forte delle divisioni linguistiche e nazionali, e che la convivenza tra i membri di diverse religioni a gruppi linguistici è possibile. Di particolare interesse ho trovato le esperienze realizzate nel campo dell’educazione e dello sviluppo economico, e in entrambi questi aspetti abbiamo potuto vedere che si può migliorare la situazione per i diversi gruppi etnici, indipendentemente dalle loro differenziazioni. Credo che, se lo si vuole, è possibile cambiare la realtà. Se invece non esiste la volontà politica, queste possibilità andranno sprecate. Credo anche che non sia possibile prevedere o essere sicuri di come si svilupperà un modello come questo tra alcuni decenni, se continuerà ad avere successo, se resterà abbastanza stabile. A me, personalmente, basta sapere che il modello da proporre in Israele, prendendo spunto anche da questa esperienza, possa durare 20-30 anni: per me questo sarebbe sufficiente, e lascerei poi alle prossime generazioni il compito di svilupparlo ulteriormente e di continuare ad andare avanti.
Come palestinesi cittadini d'Israele, questo modello che abbiamo studiato ci può aiutare a mantenere e rafforzare la nostra cittadinanza israeliana, mantenendo insieme la nostra identità palestinese dentro questo Stato, e contestualmente a spingere, su un piano più generale, per la creazione di uno Stato palestinese e per la soluzione del conflitto.


Prof. Shlomo Hasson (professore di Geografia presso l'Istituto per i Studi Urbani e Regionali, Hebrew University, Gerusalemme)

Il seminario è stato organizzato nella maniera migliore che si potesse immaginare. Le presentazioni che abbiamo avuto hanno coperto la questione dell'autonomia regionale sud tirolese sotto i diversi aspetti, e ci hanno consentito di studiare ad un livello molto alto e profondo questo modello. Le principali riflessioni che ne traggo sono:

-          Il modello dell'autonomia regionale del Sud Tirolo è un caso unico che non si può comprendere al di fuori del suo contesto storico, sociale e politico. Non si può capire quella situazione oggi senza tener conto che si tratta di aree che appartenevano all’Austria, che furono annesse all’Italia nel 1919, dopo la prima guerra mondiale, malgrado la resistenza degli abitanti locali e della stessa Austria.

-          L’Italia ha conseguito un grande successo in questi ultimi decenni, sul piano geo-politico. Essa ha potuto mantenere la sua sovranità e il suo controllo su quest’area, ottenendo il riconoscimento dalla Comunità Internazionale e della stessa Austria. In cambio, l’Italia ha dato una forte autonomia regionale al Sud Tirolo dotata di grandi risorse economiche, del riconoscimento culturale delle minoranze etniche che vi abitano e di un alto livello di auto-amministrazione. È difficile giungere alla conclusione che si possa estendere questo modello ad altre zone e ad altre realtà, però si possono trarne delle considerazioni importanti.

-          Non si può negare che esistano ancora tensioni interetniche tra maggioranza e minoranza (che in questa provincia si possono indicare come distinzioni, rispettivamente,  tra il gruppo linguistico tedesco  e quello italiano). Con il miglioramento economico, tuttavia, le tensioni interetniche tendono ad abbassarsi e la situazione nel territorio si stabilizza. Però la tensione rimane sotto traccia e non sparisce del tutto. Oggi il gruppo di lingua tedesca deve riuscire ad essere più generoso verso la minoranza italiana, se vuole promuovere complessivamente gli interessi della provincia e riuscire ad accrescere lo stesso livello della sua autonomia.

Da tutto ciò traggo le seguenti conclusioni :

  • Si può stabilizzare un conflitto etnico-nazionale tra una minoranza e una maggioranza utilizzando una politica che conceda benefici economici a tale minoranza, un forte riconoscimento culturale e un alto livello d'auto-amministrazione.
  • Tutto questo non garantisce che il conflitto sparisca, e c'è sempre bisogno di continuare a gestire il conflitto.
  • Si può individuare il successo se si arriva ad una trasformazione psicologica del conflitto, se  le due parti imparano convivere con il conflitto e gradualmente accrescono la loro comune identità civile.
  • Tali conclusioni sono importantissime per la questione delle relazioni tra ebrei e arabi dentro Israele. Anche se non sarà possibile adottare complessivamente il modello dell'autonomia regionale così com'è, o attuarlo nella Galilea o in altre zone di Israele, si possono sicuramente adottare alcuni elementi di tale modello, modificandolo sulla base delle condizioni specifiche che esistono in Israele.


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La delegazione arabo-israeliana ricevuta dal presidente della prov. di Bolzano Durnwalder