Sheikh Hashem Abed Elrahman (sindaco della città di Um El
Fahem e personalità di primo piano della comunità arabo israeliana)
Il
seminario è stato eccellente e molto importante. Il modello del Sud Tirolo
dimostra in modo esemplare che si possono superare tutti i conflitti, rendendo
la vita migliore e più facile. Questo modello mi ha insegnato che il desiderio
di vivere è più forte delle divisioni linguistiche e nazionali, e che la
convivenza tra i membri di diverse religioni a gruppi linguistici è possibile. Di
particolare interesse ho trovato le esperienze realizzate nel campo dell’educazione
e dello sviluppo economico, e in entrambi questi aspetti abbiamo potuto vedere
che si può migliorare la situazione per i diversi gruppi etnici,
indipendentemente dalle loro differenziazioni. Credo
che, se lo si vuole, è possibile cambiare la realtà. Se invece non esiste la
volontà politica, queste possibilità andranno sprecate. Credo
anche che non sia possibile prevedere o essere sicuri di come si svilupperà un
modello come questo tra alcuni decenni, se continuerà ad avere successo, se
resterà abbastanza stabile. A
me, personalmente, basta sapere che il modello da proporre in Israele,
prendendo spunto anche da questa esperienza, possa durare 20-30 anni: per me
questo sarebbe sufficiente, e lascerei poi alle prossime generazioni il compito
di svilupparlo ulteriormente e di continuare ad andare avanti.
Come
palestinesi cittadini d'Israele, questo modello che abbiamo studiato ci può
aiutare a mantenere e rafforzare la nostra cittadinanza israeliana, mantenendo
insieme la nostra identità palestinese dentro questo Stato, e contestualmente a
spingere, su un piano più generale, per la creazione di uno Stato palestinese e
per la soluzione del conflitto.
Prof. Shlomo Hasson (professore di Geografia presso
l'Istituto per i Studi Urbani e Regionali, Hebrew University, Gerusalemme)
Il
seminario è stato organizzato nella maniera migliore che si potesse immaginare.
Le presentazioni che abbiamo avuto hanno coperto la questione dell'autonomia
regionale sud tirolese sotto i diversi aspetti, e ci hanno consentito di
studiare ad un livello molto alto e profondo questo modello. Le principali
riflessioni che ne traggo sono:
-
Il modello
dell'autonomia regionale del Sud Tirolo è un caso unico che non si può
comprendere al di fuori del suo contesto storico, sociale e politico. Non si
può capire quella situazione oggi senza tener conto che si tratta di aree che
appartenevano all’Austria, che furono annesse all’Italia nel 1919, dopo la
prima guerra mondiale, malgrado la resistenza degli abitanti locali e della
stessa Austria.
-
L’Italia ha
conseguito un grande successo in questi ultimi decenni, sul piano geo-politico.
Essa ha potuto mantenere la sua sovranità e il suo controllo su quest’area,
ottenendo il riconoscimento dalla Comunità Internazionale e della stessa
Austria. In cambio, l’Italia ha dato una forte autonomia regionale al Sud
Tirolo dotata di grandi risorse economiche, del riconoscimento culturale delle
minoranze etniche che vi abitano e di un alto livello di auto-amministrazione.
È difficile giungere alla conclusione che si possa estendere questo modello ad
altre zone e ad altre realtà, però si possono trarne delle considerazioni
importanti.
-
Non si può negare che
esistano ancora tensioni interetniche tra maggioranza e minoranza (che in
questa provincia si possono indicare come distinzioni, rispettivamente, tra il gruppo linguistico tedesco e quello italiano). Con il miglioramento
economico, tuttavia, le tensioni interetniche tendono ad abbassarsi e la
situazione nel territorio si stabilizza. Però la tensione rimane sotto traccia
e non sparisce del tutto. Oggi il gruppo di lingua tedesca deve riuscire ad
essere più generoso verso la minoranza italiana, se vuole promuovere
complessivamente gli interessi della provincia e riuscire ad accrescere lo
stesso livello della sua autonomia.
Da
tutto ciò traggo le seguenti conclusioni :
-
Si può stabilizzare
un conflitto etnico-nazionale tra una minoranza e una maggioranza utilizzando
una politica che conceda benefici economici a tale minoranza, un forte
riconoscimento culturale e un alto livello d'auto-amministrazione.
-
Tutto questo non
garantisce che il conflitto sparisca, e c'è sempre bisogno di continuare a
gestire il conflitto.
-
Si può individuare il
successo se si arriva ad una trasformazione psicologica del conflitto, se le due parti imparano convivere con il
conflitto e gradualmente accrescono la loro comune identità civile.
-
Tali conclusioni sono
importantissime per la questione delle relazioni tra ebrei e arabi dentro
Israele. Anche se non sarà possibile adottare complessivamente il modello
dell'autonomia regionale così com'è, o attuarlo nella Galilea o in altre zone
di Israele, si possono sicuramente adottare alcuni elementi di tale modello,
modificandolo sulla base delle condizioni specifiche che esistono in Israele.
La delegazione arabo-israeliana ricevuta dal presidente della prov. di Bolzano Durnwalder