Ciò che preoccupa maggiormente la comunità internazionale è l’espansione dell’avanzato programma di ricerca riguardante l’arricchimento dell’uranio condotto nel suo impianto di Natanz, poiché questo potrebbe essere sì legato a un programma civile imperniato sulla gestione indipendente e autonoma del ciclo del combustibile nucleare, ma anche per apprendere a livello operativo la tecnologia dell’arricchimento nella prospettiva di un High Enriched Uranium (HEU) break-out scenario. In altre parole, una volta che l’Iran abbia raggiunto una “sufficiente” capacità di arricchimento via centrifughe (alcuni esperti ritengono che ciò possa già avvenire nel 2008), allora potrebbe prendere la decisione di convertire parte della produzione di Low Enriched Uranium (LEU) per combustibile nucleare alla produzione di HEU, anche in un impianto posto sotto Salvaguardie dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA). Una volta fatto ciò, Tehran potrebbe anche decidere di fuoriuscire dal Trattato di Non-Proliferazione (TNP) e quindi cessare la collaborazione con AIEA.
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